Forte Appia Antica


Forte Appia AnticaIl forte Appia Antica fu realizzato sulla destra della omonima via consolare, in direzione dell’Agro Pontino e del litorale di Anzio, una delle due località dove poteva avvenire un nuovo sbarco francese e, di conseguenza, un nuovo assedio della capitale. Il forte, situato nella località di Tor Carbone, distava dalla porta S. Sebastiano e dalla cinta (precaria) di sicurezza circa 4200 metri, dal forte Ardeatina distava 2300 metri e più di 4 chilometri dal forte Casilina, distanza assai ridimensionata dalla successiva realizzazione delle batterie Appia Pignatelli e Porta Furba. Le artiglierie del fianco destro, quindi, oltre al traguardo con l’Ardeatina, coprivano l’area della Cecchignola, di S. Cesareo e le alture di S. Alessio; con il fronte batteva le tenute antistanti (Tor Carbone e Torricola) e controllava ogni accesso dall’Appia Antica; con il fianco sinistro teneva sotto controllo l’Appia e l’area delle Capannelle sino al traguardo – successivo - con la batteria Appia Pignatelli. A questo forte era demandata, quindi, una forte responsabilità difensiva, avendo sotto controllo l’Appia, l’Appia Antica e ogni possibile arrivo dalla costa. Il forte ha, di conseguenza, un pesante schieramento di artiglierie articolate tra fronte e fianchi, con cinque postazioni frontali e due per ogni lato, oltre a quelle angolari. Può essere ritenuto, in effetti, uno dei più muniti, avvantaggiato anche da una posizione sufficientemente elevata con una linea di fuoco a circa 80 metri s.l.m. Questo forte fu il primo in assoluto ad essere iniziato sul versante sinistro del Tevere nel novembre 1877. Questa preminenza è dovuta senza dubbio alla sua posizione eminentemente strategica e al fatto che proprio il timore di un imminente sbarco aveva determinato la risoluzione così repentina di difendere la capitale con un campo trincerato. Il costo risultò piuttosto elevato, con £ 984.430, così come le indennità di esproprio pari a £ 56.983, quasi il doppio rispetto a quelle del limitrofo forte Ardeatina. Il forte fu completato nel novembre 1880. Lo schema planimetrico è quello di un pentagono con il fronte spezzato e un angolo tra le due facce di 160°, lati obliqui con angolo di 120° rispetto alle due facce e gola bastionata articolata in facce rientranti, fianchi ritirati e gola rettilinea. Organizzato rigidamente rispetto all’asse di simmetria caponiera esterna - traversone centrale – ingresso, all’esterno si presentava con caponiera, due orecchioni laterali costituiti dalle mezze caponiere a difesa dei fossati dei fianchi, gola con ampio fossato con una mezzaluna come protezione dal momento che questo fronte – come in tutti i forti – era sprovvisto di artiglierie. Questa soluzione tipologica permetteva un ampio schieramento sul fronte delle artiglierie, che a 180° controllavano interamente il fronte esterno. L’adozione così rigida di uno schema tipologico se in questa specifica situazione topografica poteva essere efficace, fu però aspramente criticata per altre localizzazioni dove fu applicata senza nessun adattamento al sito. L’ingresso al forte avveniva oltrepassando il ponte levatoio attraverso il consueto portale bugnato. In asse con l’ingresso vi era il corpo rettangolare dei ricoveri ufficiali, al centro della piazza d’armi e protetto da terrapieno. Sullo schieramento perimetrale dei ricoveri in muratura dei soldati erano realizzati i rampari, larghi 15 metri, con parapetti ampi 8 metri e traverse tra le postazioni di cannoniere. Tra la piazza d’armi interna e la linea di fuoco vi era un dislivello di circa 10 metri. Le murature furono realizzate in pietra (selce), mentre le volte dei locali casamattati erano rese più sicure e resistenti dall’alternanza laterizio-calcestruzzo. Come prima realizzazione del campo trincerato si preferì la soluzione tipologica, con molta attenzione per un controllo completo dell’artiglieria, con uno sviluppo totale della linea di fuoco che raggiungeva i 570 metri. Situato nel XI° Municipio ricade all’interno del Parco dell’Appia Antica, si estende su una superficie di 16,5 ettari. Destinato dal Prg del 1962 a zona N (verde pubblico), mentre il nuovo Prg, a seguito dell’istituzione con legge Regionale 66/88 del Parco Regionale dell’Appia Antica, lo classifica come “Parchi Istituiti”. E’ attualmente in concessione al ministero della difesa che lo utilizza come sede della caserma del Re.S.I.A. (reparto sistemi informatici).


La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata