Forte Ardeatina
l forte Ardeatina costituiva il vertice meridionale del sistema concentrico dei forti. La sua posizione, a controllo dell’area dell’Ardeatina, fu determinata da una certa equidistanza che doveva essere mantenuta tra il forte Appia Antica, alla destra (seguendo la direzione di accesso alla città), completato immediatamente prima dell’inizio dei lavori per questo forte e quello a sinistra, l’Ostiense, che verrà realizzato dopo il suo completamento.
In questo caso specifico, quindi, le ragioni strategiche (estrema propaggine meridionale del poligono ed equidistanza tra forti realizzati in successione) incidono molto più di quelle topografiche nella localizzazione del forte, il quale – comunque – dovette essere adattato al sito.
Da questi motivi dipende anche la sua localizzazione non limitrofa alla via Ardeatina (a più di un chilometro di distanza), alla quale fu collegato tramite una strada sotterranea; difatti, se fosse stato realizzato lungo questa via sarebbe risultato troppo vicino al forte Appia Antica, sfasando la radialità del campo trincerato.
Con il fronte esterno ‘copriva’ i monti di S. Alessio, quelli della tenuta della Cecchignola e la tenuta di S. Cesareo; con il fianco sinistro si ‘traguardava’ con il forte Appia Antica e controllava, appunto, la via Ardeatina, di collegamento con l’importantissima area a sud-est di Roma, che da più parti sarà indicata come caposaldo delle difese meridionali della capitale e luogo opportuno per un campo trincerato al porto di Anzio.
Con il fianco destro batteva l’area delle “tre fontane” sino al traguardo con il forte Ostiense che sarà realizzato subito dopo ad una distanza di circa tre chilometri.
Il forte Ardeatina fu realizzato a partire dal novembre 1879, quando i lavori del limitrofo forte Appia Antica erano in fase di completamento. Esso fu il primo della seconda tranche di lavori che riguardarono i cinque forti sulla sinistra del Tevere (Ardeatina, Casilina, Prenestina, Tiburtina e Pietralata) e fu completato nel marzo 1882.
Questo forte risulta essere il meno costoso della seconda serie di forti, con un costo di esecuzione di poco più di un milione di lire (£ 1.001.444,55) e un valore degli espropri di £ 31.000. L’ammontare complessivo è di gran lunga inferiore a quello, per esempio, del forte Pietralata (£. 1.600.000), anche se va registrato che tutti i forti della seconda serie, realizzati a distanza di qualche anno rispetto ai primi, hanno dei costi più elevati, indicando una svalutazione accentuata.
Lo schema planimetrico del forte è quello di un quadrilatero irregolare. Il fronte esterno è rettilineo; rispetto ad esso il fianco destro ha un’angolazione di 115°, quello sinistro di 116°, che diventa rispettivamente di 59° e di 69° con l’ampio fronte interno.
Rispetto alle considerazioni iniziali, in questo caso la differente lunghezza dei vari fronti e la non regolarità dell’impianto derivano dall’adattamento alla topografia dell’area e ai vincoli degli elementi naturali esistenti. In dettaglio il fronte esterno era difeso da una caponiera con faccia semicircolare; i due fianchi del forte erano ritirati formando verso l’esterno dei moderni orecchioni, il fronte verso la città è difeso dalla caponiera limitrofa all’ingresso e verso l’esterno da un bastione poligonale terrapienato con accesso sopraelevato.
Anche in quest’ultimo caso l’irregolarità della morfologia indica una difficile condizione topografica alla quale adattare, nel miglior modo possibile, la morfologia delle componenti del forte.
L’accesso principale, sul lato verso la città, era protetto dalla caponiera laterale che, con le sue due postazioni di artiglieria per fianco e tre frontali, controllava il fossato da entrambi i lati e soprintendeva al controllo del fronte verso la città. Quest’ultimo era minuziosamente sorvegliato dalle postazioni di fucilieri disposte in sequenza lungo tutto questo fronte, articolate in ricoveri di gola, costituiti da due lunghi corpi organizzati in ambienti quadrati con due postazioni di controllo, corridoio di scorrimento veloce e vano di ricovero.
Proseguendo, invece, dall’ingresso principale lungo l’asse nord-sud, troviamo due ali intorno ad un corridoio voltato, destinate oltre che ai corpi di guardia a magazzini e prigione.
Dopo questo primo gruppo di ambienti vi era un accesso a cielo scoperto alla piazza di manovra e alle rampe degli spalti. Al centro di questo spazio, terrapienato, vi era il corpo trasversale degli alloggi ufficiali che risultava il più protetto.
Il lato interno del fronte di attacco era costituito da tanti vani rettangolari giustapposti con accesso diretto per ognuno dalla piazza di manovra, galleria trasversale di collegamento veloce, ambienti di ricovero dei soldati che, alle due estremità, diventavano depositi di artiglieria ( tra cui gli Shrapnels) e munizioni, galleria esterna di smistamento e salita alle rampe e spalti.
Proseguendo lungo l’asse principale, invece, un corridoio voltato portava alla caponiera centrale di difesa del fronte esterno con postazioni frontali e laterali.
In realtà, questo spazio era chiuso da due murature laterali che vincolavano e facevano convergere gli assalitori provenienti da questo fronte in un angusto spazio controllato - su ogni lato - dalla caponiera.
I due fronti laterali del forte Ardeatina erano essenzialmente difensivi con le rampe di accesso agli spalti e parapetti con tre postazioni di cannoniere su un fianco (quello rivolto alla ‘copertura’ del forte Ostiense) e due sull’altro versante, meno insidioso, verso l’Appia Antica.
I due fianchi si presentano “ritirati” rispetto all’esterno, caratterizzati da moderni orecchioni protetti accuratamente da una mezza caponiera per fianco.
Così come per la caponiera centrale, anche nel caso delle due mezze caponiere laterali, esse non controllano più l’intero fossato laterale, che diventa isolato tra lo spalto e il controspalto, ma ‘coprono’ con l’artiglieria uno spazio murato in cui dovevano necessariamente convergere gli assalitori per poter risalire all’interno del forte e conquistarlo. In pratica, dai fossati laterali si convergeva verso il lato della città, coperto interamente, mentre dai due fianchi l’unico accesso al forte era lo spazio della mezza caponiera, anch’esso controllato in modo serrato.
Situato nel XI Municipio è inserito all’interno del Parco Ardeatina, si estende su una superficie di 11,2 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 e confermato dal nuovo Prg a “verde pubblico e servizi pubblici di livello locale”.
Al momento risulta essere l’unico dei forti di proprietà del comune di Roma, che da tempo ha previsto la realizzazione di un punto verde qualità, ancora ad oggi non attuato.
Negli ultimi anni, grazie alla battaglia di un locale comitato di cittadini e all’intervento del Municipio e del Comune si è proceduto alla riqualificazione dello spazio verde che circonda il forte.
La struttura interna risulta al momento occupata abusivamente.
La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata
