Forte Aurelia Antica
Il forte deve il suo nome alla via Aurelia Antica, sulla sinistra della quale (nella direzione di uscita) fu realizzato. E’ ad una distanza di circa 3 chilometri da Porta S. Pancrazio, sulla diramazione per via Bravetta- Casetta Mattei, a sud-est rispetto al forte Boccea, distante 1,5 chilometri e a 2 chilometri a nord di forte Bravetta.
La sua realizzazione ebbe un ruolo ben preciso: da questa parte, provenendo da Civitavecchia, aveva avuto luogo l’attacco francese del 1849; in questa precisa area erano, cioé, state aperte le trincee d’assedio consentendo l’entrata per breccia nei bastioni di S. Pancrazio. Ecco perché l’area aveva un ruolo strategico così tanto importante, non solo per l’attacco subito decenni prima, ma perché l’attacco paventato, motivo principale della realizzazione del campo trincerato, sarebbe arrivato nuovamente da Civitavecchia e sempre da parte della Francia. Se nel primo caso, però, l’esito era stato la proclamazione della Costituzione della Repubblica Romana, ora un nuovo assedio avrebbe significato la perdita di sovranità nazionale da parte di un Regno da poco costituito.
Con il fronte principale veniva controllato, quindi, ogni accesso alla capitale da ovest, sorvegliando le vie Aurelia e Pisana; con il fianco destro si traguardava il forte Boccea, si copriva l’area tra l’Aurelia Antica e quella nuova e l’avvallamento di Valcannuta; con il fianco sinistro si incrociava il fuoco di forte Bravetta, coprendo l’area tra le vie pisana e Casetta Mattei.
Il forte Aurelia Antica fu uno dei primi ad essere iniziato e completato: cominciata la costruzione nel novembre 1877, fu portata a termine nella prima metà del 1881, con un costo complessivo di £. 771.174 (dopo il Portuense l’importo più basso) e una spesa di £ 86.301 per gli espropri.
Emerge in modo evidente la relazione tra le ragioni che portarono alla costruzione del campo trincerato, con l’accelerazione delle delibere del 1877 e la direzione da coprire attraverso opere esterne di tipo permanente. Il fronte occidentale andava assicurato il più presto possibile e le opere iniziarono proprio alla destra del Tevere, con i forti Aurelia Antica e Boccea iniziati in contemporanea, per tenere sotto controllo questa importante arteria di accesso alla capitale.
La morfologia di base del forte è quella di un trapezio isoscele con fronte di gola bastionato, cioè costituito dalle facce di due bastione, fianchi piatti e gola con l’accesso principale. Il fronte esterno rimane rettilineo con, in asse, una caponiera per il controllo dei fossati sui due versanti. All’estremità del fronte esterno vi erano, poi, due mezze caponiere a difesa dei fossati dei fianchi del forte.
Se queste strutture andavano a costituire la resistenza passiva, quella attiva era caratterizzata da 5 postazioni di cannoniere sul fronte principale (3 frontali e 2 alle estremità) e 3 per ogni lato (2 frontali e 1 all’estremità).
Il fronte di gola, bastionato, non aveva postazioni di artiglieria ma l’ingresso principale risultava protetto da una mezzaluna terrapienata con accesso sopraelevato. Fossato e ponte levatoio isolavano questi due elementi, cioè tagliavano il collegamento con l’ingresso. Ciò che caratterizza questo forte è la simmetria rispetto all’asse caponiera esterna ingresso.
Superata la mezzaluna, il fossato e l’ingresso principale, dopo il corpo di guardia si accede alla piazza d’armi che ha al centro il ridotto dei locali per ufficiali terrapienato; proseguendo in asse vi è la galleria di accesso alla caponiera frontale. Nella parte interna dei due lati del fronte sono sistemati i ricoveri di truppa con locali di vario uso alle estremità, tutti voltati con corsi alterni di laterizio e tufo sino ad uno spessore di circa 90 centimetri. Al di sopra di questi ricoveri, dei terrapieni laterali e dei ricoveri di gola vi era il ramparo per il posizionamento delle artiglierie, con l’alternanza delle traverse per l’acceso al livello superiore.
In questo caso la larghezza del ramparo su fronte e fianchi è di m. 15,50, sul fronte di gola m. 10, con uno spessore del parapetto di ben 9 metri ad un’altezza di 90,50 metri che permetteva una buona copertura a distanza. Le traverse alle estremità dei due fianchi sono più lunghe per permettere l’accesso alle piattaforme delle due facce di gola.
Il fossato tutto intorno era di 8 metri.
Situato nel XVI° Municipio è inserito dentro la riserva naturale Valle dei Casali, ha un’estensione di 5,7 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 a zona N (verde pubblico), mentre il nuovo Prg, a seguito dell’istituzione con legge Regionale 29/97 della Riserva Naturale Regionale della Valle dei Casali, lo classifica come “Parchi Istituiti”.
Attualmente in concessione al ministero della difesa, risulta inglobato nell’area di una caserma della guardia di finanza che ultimamente vi ha realizzato una nuovo unità immobiliare nelle aree pertinenziali al forte.
La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata
