Forte Boccea
Il forte Boccea deve questa denominazione al casale e alla tenuta sul luogo delle quali fu realizzato. E’ a circa 3,5 chilometri dal saliente della cinta vaticana, a 1,5 chilometri a sud-ovest rispetto al forte Braschi e alla medesima distanza dal forte Aurelia Antica, a sud.
Con l’artiglieria del fronte di testa controllava l’area di Monte Spaccato, Quarticciolo e Primavalle; con quella del fianco destro traguardava il forte Braschi, le aree di Torrevecchia e Acquafredda; con il fianco sinistro copriva il forte Aurelia Antica e le alture di Valcannuta. Le postazioni ridotte di artiglieria, tre per ogni fronte, e l’altezza non elevata (circa 90 metri s.l.m.) non lo rendevano un forte ad alto potenziale difensivo; piuttosto il suo compito era di spalla al forte Aurelia Antica per il controllo da destra dell’Aurelia. Rilevanza tutta strategica, dunque.
Il forte, sulla destra del Tevere, fa parte della prima tranche di lavori del campo trincerato e fu iniziato nel novembre 1877 contemporaneamente ai forti Braschi e Aurelia Antica, per creare una linea omogenea di controllo della parte occidentale della capitale, con le direttrici per Civitavecchia da dove si temeva un nuovo attacco francese. Fu completato nell’aprile 1881 con un costo complessivo modesto, di £ 828.000 e £ 32.000 di oneri per gli espropri.
La morfologia di base del forte è quella di un trapezio isoscele, con i due fianchi che formano un angolo di spalla di 115°, con il fronte di gola tenagliato, cioè spezzato lungo l’asse di simmetria e con le due facce rientranti, formanti un angolo di 156°. Il fronte esterno, rettilineo, è difeso da una caponiera centrale per il controllo dei fossati e sul prolungamento del forte furono realizzate due mezze caponiere per la difesa dei fossati laterali. Per quanto riguarda il sistema offensivo, il fronte principale era caratterizzato da tre postazioni (doppie) di cannoniere frontali e due laterali, e altrettanto muniti risultarono i fronti laterali. Il fronte di gola, con le due facce rientranti, era difeso dalla caponiera, in asse con quella esterna, ma non vi erano postazioni di artiglieria.
L’accesso al forte non era in asse, come realizzato solitamente, ma spostato a sinistra lungo una delle due facce ed era protetto da un bastione poligonale esterno, terrapienato.
Se la cintura esterna è caratterizzata da una perfetta simmetria rispetto all’asse caponiera esterna-interna, il bastione esterno e l’ingresso sul lato sinistro della gola hanno uno sviluppo autonomo e tutto articolato nella parte sinistra del forte. Nella parte sinistra della piazza d’armi vi era il ricovero ufficiali, parallelo al fronte principale, protetto da terrapieno.
L’articolazione interna segue poi le caratteristiche solite, con un ramparo di circa 15 metri e parapetto di 9, con una linea di fuoco estesa per 390 metri.
Il forte Boccea è situato nel XVIII° Municipio nel quartiere Boccea, ha una superficie di 7,3 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 a zona F1 nel nuovo Prg viene destinato a servizi pubblici di livello urbano.
Attualmente è in concessione al ministero della difesa che lo ha utilizzato per molti anni come sede del carcere militare all’oggi in via di dismissione.
La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata
