Forte Monte Antenne
Il forte Monte Antenne fu realizzato a sinistra rispetto all’antica via consolare Salaria, che portava sino a Rieti e da lì alla costa adriatica. Il ruolo del forte Monte Antenne è assai rilevante in quanto era l’unico a “coprire” il fronte settentrionale della città e solo a discreta distanza ritroviamo i forti Pietralata (a est, distante circa 4 chilometri) e Monte Mario (3,8 chilometri a ovest). Il controllo del fronte settentrionale, e della via Salaria, in particolar modo, aveva un’importanza strategica decisiva nell’assetto delle difese dello Stato, in quanto lo sbarramento per un attacco proveniente da nord doveva essere esercitato proprio sulla direttrice Roma-Ancona per far sì che fossero controllati i due versanti marittimi e sbarrato il territorio intermedio, con una seconda barriera di rinforzo costituita dalla direttrice Roma-L’Aquila-Pescara. Da un lato, quindi, viene delegata alle difese di questo forte una grossa responsabilità, ma la prevista realizzazione di questo scacchiere difensivo doveva rendere assai difficile e improbabile una conquista della Capitale proveniente da questo fronte.
Il forte Monte Antenne fa parte della seconda fase di realizzazione del campo trincerato e fu costruito tra il 1882 e il 1891. Non vi sono, però, dati riguardanti il costo dell’opera. Lo schema planimetrico del forte Monte Antenne è relativamente semplice: si tratta, infatti, di un quadrilatero molto prossimo a un trapezio, con i due fronti, esterno e interno, rettilinei e le due cortine laterali che si adeguano all’altimetria del colle sul quale sorge.
Il fronte esterno è di 145 metri, quello verso la città di 245. La cortina orientale, di 102 metri, forma un angolo di 109° con quella a nord e di 75° con il fronte verso la città; la cortina occidentale (127 metri) forma, invece, angoli di 117° a nord e di 59° a sud. Non si può davvero ritenere la differente lunghezza e angolazione delle cortine laterali dipendente da esigenze difensive specifiche, come il controllo di corsi d’acqua o di infrastrutture strategiche: dipende, invece, unicamente dall’altimetria del colle. Il fronte rettilineo verso la città e il relativo fossato sono protetti da una caponiera con faccia semicircolare; ingresso e caponiera sono a loro volta difesi da un bastione semicircolare, terrapienato, con accesso sopraelevato. Per il fronte esterno viene adottata una soluzione difensiva inusuale: si rinuncia alla caponiera centrale a favore di due angolari: una mezza caponiera a est e una caponiera “poligonale” nell’angolo occidentale. In questo caso, quindi, si è scelta una organizzazione planimetrica semplice, affiancata da soluzioni ossidionali calibrate alla situazione specifica, come l’altimetria e l’isolamento laterale. Così come delineato nell’Icnografia delle terre, rappresentando una situazione non più esistente, il fronte verso la città era protetto da una corona circolare terrapienata, alla quale si giungeva da una strada più alta rispetto al piano del forte; attraverso due rampe si scendeva al piazzale semicircolare davanti all’ingresso. Veniva sfruttata, in questo modo, a fini difensivi la necessità di raccordo altimetrico. Il portale principale presenta la caratteristica struttura bugnata in pietra, con frontone decorato. L’accesso e il fossato di questo fronte erano protetti (come di consueto) dalla caponiera con faccia esterna semicircolare, con tre postazioni di artiglieria frontali e quattro sui due lati. Ai lati del corpo di guardia si articolavano per tutto il fronte le consuete ali con postazioni di artiglieria leggera, con i vani di ricovero comunicanti attraverso gallerie di scorrimento veloce. Proseguendo lungo l’androne con volta a botte, troviamo lateralmente i due corpi di fabbrica rettangolari destinati a magazzino (del Genio e del Commissariato); vi era, quindi, una prima uscita nella piazza darmi verso gli spalti laterali. Nel secondo corpo di fabbrica, trasversale rispetto alla piazza, erano sistemati - come di solito - gli alloggi per gli ufficiali (Comandante, ufficiali, ufficiale medico). Al termine di questo secondo traversone si riaccedeva alla piazza darmi con davanti il prospetto, lungo tutto il fronte nord, della serie di ricoveri dei soldati dai quali si saliva agli spalti e alle postazioni di cannoniere per la difesa del fronte settentrionale.
Alle due estremità erano sistemati i magazzini per il deposito delle artiglierie, delle polveri e dei proiettili.
Rispetto a questa organizzazione, convenzionale nell’ambito dei forti, il Monte Antenne presenta alcune peculiarità. Infatti, troviamo ricoveri di soldati localizzati anche sul fianco sinistro e in parte su quello destro, così come, caso unico almeno tra i cinque forti `esplorabili, è la presenza di altre due polveriere, collocate sui due lati sotto i traversoni di comunicazione. Questi due elementi portano congiuntamente ad una conclusione: il forte Monte Antenne, per quanto di dimensioni normali, aveva una “guarnigione” più numerosa rispetto agli altri forti e, soprattutto, dotata di artiglierie e munizioni pari a tre volte la quantità normalmente prevista.
È chiaro il ruolo preziosissimo di difesa del forte che, come si diceva inizialmente, controllava ogni accesso settentrionale alla città. Altro chiaro segno di attento studio e valutazione ossidionale è l’assenza di una caponiera centrale a difesa del fossato, valida se vi è un efficiente traguardo tra i forti. In questo caso ciò non era possibile e la difesa passiva del forte viene spostata sui due angoli. A destra da una mezza-caponiera si tiene sotto tiro ogni minaccia al fianco destro, nell’angolo sinistro, invece, viene realizzato un sistema difensivo paragonabile a una moderna “forca caudina”. Si tratta, in realtà, di una caponiera poligonale di controscarpa. Lungo la parte più esterna, la controscarpa appunto, sono sistemate postazioni di artiglieria con fronte spezzato, in modo da convergere tutte verso una piccola piazza centrale nella quale sarebbero finiti necessariamente tutti gli assalitori provenienti dal fronte nord e dall’angolo di nord-ovest, come in una trappola senza via di scampo. Anche queste due caponiere angolari, con complessive 22 postazioni di fucileria rispetto alla solita caponiera centrale che ne aveva la metà, giustificano l’aumento di soldati e uomini. È una soluzione ossidionale attentamente calibrata alla situazione specifica, con l’intenzione di far convergere tutti i nemici provenienti da nord e nord-ovest nella piazza della caponiera senza via d’uscita. Il Forte Monte Antenne inserito all’interno del parco di Villa Ada, ricade all’interno del Municipio Roma II° e si estende su una superficie di 2,5 ettari. Nel Prg del 1962 viene destinato a Zona N (verde pubblico), mentre il nuovo Prg del 2003, tenendo conto del naturale inserimento all’interno del Parco di Villa Ada, lo considera omogeneo al tessuto di “Villa Storica”. Attualmente è in concessione al Comune di Roma che, attraverso la soprintendenza, sta elaborando un progetto per la sua ristrutturazione e riutilizzo pubblico ponendo fine alla sua occupazione abusiva.
La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata
