Forte Monte Mario
Il forte Monte Mario fu realizzato sull’omonimo colle, in corrispondenza del terzo chilometro della via Trionfale.
La rilevanza di questo forte è il collegamento più diretto con le mura vaticane, distanti solamente due chilometri e con la Porta Angelica (Km 1,6 in linea d’aria), piuttosto che il traguardo con gli altri forti. Situato a 146 metri sul livello del mare, permetteva un controllo ottimale sulle alture circostanti, consentendo all’artiglieria di raggiungere la massima gittata allora consentita senza incontrare ostacoli.
Con i tiri frontali copriva le alture di Acqua traversa, Monte Arsiccia, il forte e la via Trionfale (si fa riferimento alle denominazioni del tempo). Con le artiglierie del fianco sinistro batteva le alture di S. Agata e Piano di Marmo, la valle dell’Inferno e i terreni circostanti Forte Braschi, sino alle alture di Torre vecchia e Palmarola.
Il fianco orientale, coperto sia dalle postazioni del forte che da quattro bocche da fuoco esterne, sorvegliava la Cassia, l’area della Farnesina, tor di Quinto, Ponte Molle e adiacenze, mentre a sud-est era controllata l’area da porta Angelica al Pincio e i Monti Parioli.
Se la posizione anomala, di retroguardia ma in altura, permetteva al forte una “triangolazione” difensiva con i forti Trionfale e Braschi, lo schieramento doppio delle artiglierie consentiva di controllare la notevole distanza con il forte Monte Antenne sulla sinistra del Tevere, proteggendo le alture della Farnesina.
Il forte Monte Mario fu uno tra i primi ad essere realizzato (e questo, forse, può spiegare la sua posizione arretrata rispetto alla poligonale tracciata dagli altri forti). Fu cominciato nel novembre 1877 e concluso nel 1882, con un costo complessivo di £. 1.112.202 per l’esecuzione e £. 264.538 per gli espropri, cifra considerevole proprio per la vicinanza al tessuto urbano.
La morfologia del forte è quella di un trapezio con uno dei due lati obliqui leggermente più lungo dell’altro, e gola costituita da due facce di bastioni, fianchi piatti ritirati e gola vera e propria rientrante, dove si apre l’accesso alla fortificazione.
Il fronte esterno, rettilineo aveva la caponiera centrale a difesa dei due fossati laterali, mentre due mezze caponiere poste al raccordo tra fronte e fianchi, costituivano verso l’esterno moderni orecchioni a difesa dei fossati dei fianchi del forte. Tutto ciò mentre erano in azione cinque postazioni di cannoniere frontali e altrettante per ogni fianco. Il lato di gola, verso la città, non aveva postazioni di artiglieria, ma l’ingresso, al di là del ponte levatoio, era protetto da un bastione terrapienato con un lato spezzato per l’accesso e due postazioni per la sua difesa.
Ciò che caratterizza questo forte è un insieme di elementi “esteriori” a difesa del fianco orientale, quello che doveva difendere un’area di rilevante importanza tra questo forte e quello di Monte Antenne.
Come si diceva, l’accesso era difeso da un bastione, il quale sul lato orientale dopo lo spalto e la scarpa aveva tre postazioni di cannoniere e ai due estremi ulteriori pseudo-bastioni, uno a sud con due postazioni difensive verso sud-est e l’altro a nord-est che incamiciava il puntone meridionale destro del forte stesso e controllava l’area a nord e nord-est.
In questo caso, caratterizzato da una discrepanza difensiva notevole tra i due fianchi, il forte viene – quindi – arricchito con altri elementi di proiezione nel territorio, organizzati secondo modelli tradizionali (fronte rettilineo con due elementi laterali) ma fortemente adattati – cioè frazionati - alla topografia del colle Monte Mario.
L’articolazione interna del forte è quella consueta, con i ricoveri e depositi in muratura disposti lungo il perimetro e sugli spalti superiori realizzate le traverse e le postazioni di artiglieria con rampe di accesso dalla piazza d’armi centrale. Le strutture murarie furono realizzate in conglomerato di laterizi e pietrame, per ridurre i costi e velocizzare i tempi di realizzazione, mentre le facciate a vista e le volte furono realizzate in modo omogeneo in laterizio. La struttura assumeva, poi, a livello del ramparo, uno spessore di circa quindici metri sui tre lati esterni, con un parapetto ampio nove metri.
Situato nel XVII° Municipio, ricade all’interno della Riserva Naturale Regionale Monte Mario, si estende su una superficie di 8,4 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 a zona N (verde pubblico), il nuovo Prg, a seguito dell’istituzione con legge Regionale 29/97 della Riserva Naturale Regionale di Monte Mario, lo classifica come “Parchi Istituiti”.
La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata
