Forte Ostiense
Il forte Ostiense fu la prima opera della seconda fase dei lavori, che portò alla realizzazione dei forti a sinistra del Tevere (ad eccezione del forte Appia Antica, già realizzato). Fu realizzato nella località di Vigna Venerati, all’intersezione delle vie Ostiense, da cui prese il nome e Laurentina, entrambe importanti direttrici per il territorio a sud-ovest di Roma sino alla fascia costiera.
La distanza dalla cinta di sicurezza, rappresentata nello specifico dalla Porta S. Paolo era di circa 4 chilometri, mentre quella rispetto agli altri due forti corrispondeva – in entrambi i casi – a 2800 metri.
La localizzazione di questo forte può essere considerata una delle poche occasioni di convergenza tra ragioni strategiche e preesistenze topografiche. Già realizzati il Portuense a sinistra (terminato nell’81) e l’Ardeatina a destra (agli inizi del 1882), l’Ostiense andava pianificato come punto intermedio e questa equidistanza coincideva con il raccordo tra la via Ostiense (e la ferrovia per Civitavecchia) e l’altra diramazione, la Laurentina.
Il ruolo di questo forte era quanto mai rilevante. Con il fronte e il fianco destro batteva l’area del Tevere, sino al fosso della Magliana e della ferrovia per Civitavecchia con il traguardo del forte Portuense, la vallata del Tevere sino agli avvallamenti di Tor di Valle; con le artiglierie del fianco sinistro batteva l’area di Vigna Murata, oltre l’Abbazia delle Tre fontane, sino alla Cecchignola dove incrociava il fuoco del forte Ardeatina.
Queste condizioni topografiche sono – purtroppo – difficilmente comprensibili in seguito alla realizzazione nella vasta area antistante del quartiere EUR.
Il forte fu iniziato nel gennaio 1882 per essere concluso nel dicembre 1884. E’ uno dei forti realizzati più velocemente (dopo il forte Casilina), nonostante il temporaneo fermo lavori avutosi nel 1882.
I costi ammontarono a £ 1.444.657, di poco superiori alla media dei forti della seconda tranche, per via di notevoli spese per le fondazioni (£ 400.000), rese difficoltose dalla presenza di gallerie di tufo e pozzolana nel sottosuolo.
Lo schema planimetrico di base anche in questo caso è assai lineare: un quadrilatero irregolare con fronte rettilineo, fianchi obliqui e gola a leggeri salienti. All’esterno il fronte si mantiene rettilineo, con caponiera centrale, i fianchi sono rientranti con i moderni orecchioni verso l’esterno e la gola mantiene la caratteristica a salienti sino ad un corto fronte di gola protetto da bastione esterno terrapienato.
Le caratteristiche peculiari di questo forte sono l’articolazione su due livelli delle mezze caponiere laterali e della caponiera di gola, e il fronte di gola a salienti, probabilmente determinato dalle condizioni del suolo già accennate.
Le artiglierie erano concentrate nella parte centrale del fronte esterno; troviamo altre postazioni agli angoli e una per faccia laterale.
L’articolazione interna del forte è caratterizzata dal ridotto interno alla piazza d’armi, costituito da un corpo rettangolare (ricoveri ufficiali) parallelo al fronte esterno, protetto da terrapieno. Parallelamente al fronte i ricoveri di truppa al di sopra dei quali vi era il ramparo ampio 16 metri, con postazioni di artiglieria alternate a traverse, realizzate più ampie nel raccordo col fronte di gola.
Le murature furono realizzate in pietra di selce, ad eccezione delle volte a corsi alternati di laterizi e calcestruzzo.
Il forte ostiense si trova nel XII° Municipio tra i quartieri Garbatella e il quartiere San Paolo, occupa una superficie di 8,8 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 a zona G1 (verde privato vincolato) nel nuovo Prg è indicato come “grandi attrezzature e impianti post-unitari” in quanto il concessionario (ministero degli interni) da tempo lo utilizza come direzione interregionale della polizia di stato.
La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata
