Forte Prenestina
Il forte Prenestina fu realizzato a destra (rispetto alla direzione di uscita) della omonima via consolare da cui prese il nome e il cui accesso era controllato dal fronte esterno, che sorvegliava – inoltre – tutta l’area antistante tra le vie Casilina e Tiburtina.
Con l’artiglieria del fianco sinistro (a nord) si controllava la valle del Teverone davanti a Pietralata, con quella di destra le aree di Centocelle, Quarticciolo e Alessandrino.
Il forte è pressoché equidistante dai forti Casilina a sud e Tiburtina a nord, che distano circa 2,5 chilometri.
Questo forte, come altri sulla sinistra del Tevere, fa parte della seconda fase dei lavori e, per la precisione, fu costruito tra il 1880 e il 1884 con un costo finale di £ 1.253.400, mentre il costo degli espropri fu relativamente basso per la scarsa densità abitativa dell’area (circa £ 40.000).
Lo schema di base per la costruzione di questo forte è un pentagono, come se si trattasse di un bastione espanso e isolato.
Il fronte esterno è costituito da due cortine con angolo interno di 166°. I fianchi hanno un’angolazione di 126° rispetto alle facce (angolo di spalla), di 61° rispetto alla gola, in questo caso il fronte rettilineo interno.
Se questa è la poligonale di base, in realtà la morfologia del forte è molto più complessa. Il fronte verso la campagna, simmetrico, è costituito da due cortine murarie lunghe circa 130 metri. I due fianchi, simmetrici, presentano verso l’esterno un moderno orecchione e fianchi ritirati protetti da muri alla Carnot.
L’ampio fronte rettilineo verso la città è di circa 340 metri e l’ingresso principale, protetto dal fossato, è difeso sulla destra da una massiccia caponiera anch’essa con faccia semicircolare.
Ingresso e caponiera erano al di là del fossato protetti da un vero e proprio bastione in terra con fianchi di 20 metri e facce di 45, con accesso laterale protetto.
La perfetta simmetria, la presenza di orecchioni e fianchi ritirati, le caponiere sui due fronti principali e i muri alla Carnot portano a ritenere il forte Prenestina come una delle realizzazioni e applicazioni più complete del forte staccato tipo “Anversa”, utilizzato tra il 1870 e 1890, e codificato nella manualistica ad uso del Genio militare.
L’ingresso principale, sul fronte verso la città, caratterizzato architettonicamente da un austero bugnato, era difeso sulla destra da una caponiera con due livelli di cannoniere fuori terra e uno contro terra per la difesa del fossato, quest’ultimo con bocche da fuoco continue.
L’ingresso portava lateralmente a due ali simmetriche di ricoveri di gola: due lunghi e stretti corpi di fabbrica con postazioni serrate per l’artiglieria (verso la città), un camminamento voltato per lo scorrimento veloce dei soldati e piccoli ambienti quadrati per il loro stazionamento e protezione. Proseguendo frontalmente, dall’ingresso - dopo i corpi di guardia - si avevano due magazzini rettangolari; si accedeva, poi, alla piazza d’armi e attraverso un secondo androne si arrivava al “traversone”, dove lateralmente – in due corte ali – vi erano gli alloggiamenti per gli ufficiali e il comandante. Un altro passaggio portava nuovamente allo scoperto per poi avere il fronte verso l’esterno, anch’esso simmetrico. Sulla sinistra vi erano i ricoveri di artiglieria e nell’angolo locali di servizio (magazzini e depositi armi); sulla destra i ricoveri per truppa, sottufficiali e ufficiali a anche qui, nell’angolo, ambienti di deposito. Tutti questi ambienti – aperti verso la piazza d’armi - erano in comunicazione tra loro attraverso due passaggi: uno verso l’interno del forte, mentre l’altro costituiva il passaggio per l’accesso alle rampe del fronte esterno.
Dalla piazza centrale, dal passaggio alle traverse e dalle estremità dei ricoveri di gola si accedeva alle gallerie dei due fianchi del forte e alle traverse laterali, con l’accesso alle postazioni laterali casamattate di artiglieria (sempre collegate tra di loro).
I due moderni orecchioni erano difesi da due mezze caponiere interne al fossato (per il controllo dei fianchi) e dai muri staccati alla Carnot, ai quali si accedeva dalla piazza centrale.
Proseguendo, invece, lungo il corridoio centrale si arrivava alla caponiera del fronte, che controllava il fossato sulle due facce esterne con postazioni giustapposte di cannoniere sui lati e tre postazioni sulla faccia semicircolare.
La particolarità di questo forte rispetto ad altri per ciò che concerne gli ambienti, è la presenza di un laboratorio farmaceutico che, a quanto sembra, doveva servire per tutti gli altri forti. Quindi nel forte Prenestina si preparavano i farmaci per tutti i soldati impegnati nel campo trincerato.
Per quanto riguarda la struttura in alzato, partendo da un discorso generale, si può affermare che il forte fosse costituito lungo il perimetro da un corpo di fabbrica ad un livello, il quale era voltato e coperto da terrapieno. Le due ali di gola non avevano alcuna difesa superiore (cioè contro la città), mentre i due fianchi e le due facce del fronte esterno prevedevano su questo terrapieno postazioni di cannoniere separate da traverse, cioè vani voltati in comunicazione con i locali sottostanti.
Tutti questi corpi di fabbrica delle facce e dei fianchi avevano verso la piazza d’armi aperture archivoltate evidenziate da bugnati e attraverso gallerie interne si saliva al livello dei parapetti, mentre per le artiglierie si utilizzavano rampe.
L’asse del forte era caratterizzato dal “traversone”, che iniziava dal portale e corpi di guardia, permetteva un primo accesso alla piazza, poi ritornava ad essere coperto con terrapieno al centro della piazza – con il corpo degli alloggiamenti nella posizione più riparata – e proseguiva sotto gli spalti sino alla caponiera esterna. Tutto il perimetro era, ovviamente, circondato da fossato e dalla controscarpa.
Il forte Prenestina si trova nel VII° Municipio nel quartiere Centocelle, l’area del forte e della zona verde che lo circonda si estende su 13,4 ettari.
Destinato nel Prg del 1962 a zona N (verde pubblico) nell’ultimo piano regolatore viene riconfermato a “verde pubblico e servizi pubblici di livello locale”.
Da anni il forte è occupato dal centro sociale Forte Prenestino che attraverso la sua azione lo ha di fatto reso l’unico dei forti che all’oggi sia stato rifunzionalizzato e reso fruibile alla cittadinanza.
E’ in concessione al comune di Roma.
La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata
