Forte Trionfale


Forte TrionfaleIl forte Trionfale fu realizzato a 4,5 chilometri dalla Porta Angelica e a 2 chilometri di distanza dal forte Monte Mario, lungo la via Trionfale che, però, per il tratto in cui si ritenne opportuno realizzare il forte fu deviata. Difatti, in corrispondenza del fianco sinistro della costruzione, la via - sino ad allora pressoché rettilinea - registra una variazione a ferro di cavallo. Questo forte, in posizione più avanzata ma sulla stessa direzione del forte Monte Mario, copriva con le artiglierie del fronte esterno la “macchia” di Acquatraversa e le alture di Palmarola e Piano di Marmo; con il fianco sinistro incrociava il fuoco del forte Braschi, controllando le alture di Acquafredda e Monte Spaccato. Verso nord-ovest venivano sorvegliate le “ondulazioni” di Primavalle, Torrevecchia e Palmarola, oltre al controllo diretto dell’importante via di accesso alla capitale quale era via Trionfale. Le artiglierie del fianco destro coprivano il “burrone” di Acquatraversa e i terreni tra questo e la Cassia. Inoltre, le artiglierie angolari di questo fianco erano previste in funzione del traguardo con quelle del forte Farnesina, previsto sull’omonimo colle a sinistra del Tevere, ma che non fu realizzato, lasciando l’area tra il Trionfale e Monte Antenne decisamente scoperta. La realizzazione del forte Farnesina, annunciata e ossidionalmente contemplata nei traguardi dei forti limitrofi (doveva essere a 2000 metri di distanza dal Monte Mario e Monte Antenne) non ha traccia nella cartografia progettuale del campo trincerato.
Il forte Trionfale fu realizzato nella seconda fase della costruzione del campo trincerato e costruito con i forti a sinistra del Tevere. In realtà è stato uno degli ultimi ad essere realizzato, congiuntamente con il forte Monte Antenne. E’ indicativo di come la definizione del fronte settentrionale sia stata lasciata per ultima, con progettazioni non realizzate, traguardi mancati, costruzioni valutate solo in base alle contingenze, come il completamento dei forti Braschi e Monte Mario.
La costruzione del forte durò sei anni, dall’ottobre 1882 al 1888, tenendo presente che proprio dal 1882 i lavori furono bloccati e non sappiamo per quanto tempo. Il costo complessivo delle opere fu di £ 2.130.000, mentre gli oneri per gli espropri ammontarono a £ 364.000, una cifra altissima (la più alta tra tutti i forti) che non sappiamo se dovuta alla deviazione della via o alla presenza di proprietà private di altissimo pregio.
L’impostazione morfologica del forte è molto semplice; anzi si può affermare che si tratta del forte più lineare da un punto di vista planimetrico. E’, infatti, un quadrilatero irregolare con un fronte esterno rettilineo, il fianco sinistro ortogonale col fronte e quello destro inclinato di 123°, il fronte di gola è spezzato per formare un puntone nel vertice di sud-ovest.
Non c’è la caponiera in asse sul fronte principale, non vi sono mezze caponiere laterali, ma il fossato è difeso dall’adozione diffusa del muro alla Carnot. L’ingresso ha dopo il ponte una mezzaluna terrapienata con accesso sopraelevato.
La linearità planimetrica ha riscontri nell’organizzazione ossidionale con cinque postazioni di cannoniere frontali, quattro sul fianco sinistro e tre su quello destro, con particolare attenzione alla “copertura” degli angoli, come per quello a sud-ovest, dove un “puntone” – unico elemento irregolare – e relativa cannoniera permetteva il traguardo con il forte Braschi. La morfologia essenziale del forte che non è condizionata dal territorio, ma che anzi modifica l’intorno, caratterizza il forte Trionfale come macchina bellica per la piena applicazione delle nuove artiglierie.
L’articolazione interna risente di questa morfologia scarna. La piazza d’armi per esempio è ridotta al minimo, stretta tra le rampe terrapienate per l’accesso ai rampari del fronte e dei lati. Dopo l’ingresso imponente si accede a un corpo parallelo al fronte, i locali di ricovero ufficiali e, ortogonale a esso, vi è un traversone per locali di servizio e per l’uscita nella piazza (per l’accesso ai ricoveri soldati e alle gallerie sino ai muri alla Carnot), entrambi terrapienati. Lungo il perimetro interno i ricoveri soldati e i locali di deposito, con ramparo superiore largo m. 12,50 e parapetto di m. 8,50, che raggiungeva una altezza di linea di fuoco pari a 140 metri s.l.m.. I ricoveri di gola reggevano invece un ramparo largo sei metri coincidente col parapetto. A livello del fossato, poi, il perimetro era difeso dal muro alla Carnot, cioè da questa struttura murata costruita come una lunga galleria che con postazioni continue di fucileria custodiva il fossato ampio sette metri.
Situato nel XIX° Municipio nel quartiere Trionfale, l’area del forte e della zona verde che lo circonda si estende su 21 ettari.
Nel Prg del 1962 viene destinato a zona N (verde pubblico), mentre nel nuovo Prg viene destinato a “servizi pubblici di livello urbano”.
Attualmente in concessione al ministero della difesa è sede del 3° Reggimento Trasmission


La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui proprietà letteraria è riservata