Con l’uscita delle nomination inizia la caccia all’Oscar

Con la pubblicazione delle nomination, l’edizione numero 88 degli Oscar ha iniziato la sua corsa, non senza qualche sorpresa.
La più grande riguarda l’esclusione di Star Wars – Il Risveglio della Forza dalla cinquina dei migliori film, su cui ha inevitabilmente pesato l’esclusione dai Producers Guild Awards del 5 gennaio scorso.

Il film di J.J. Abrams, che è diventato il maggiore incasso di ogni tempo nella storia del mercato nordamericano, può consolarsi comunque con cinque nomination (Miglior Effetti Visivi, Sound Mixing, Sound Editing, Colonna Sonora Originale e Montaggio) che però riguardano categorie secondarie.

Un’esclusione che comunque conferma come gli Oscar non tengano più conto di fattori come il potenziale commerciale o la dimensione produttiva nelle nomination per categorie come il miglior regista o la migliore pellicola, privilegiando con tutta evidenza altri fattori.

Sarà la volta buona per Di Caprio?

C’è molta curiosità per Leonardo Di Caprio, nominato nella categoria riservata al miglior attore. Per lui è infatti la quinta nomination e sono in molti a prevedere che sarà questa la volta buona per il divo di Los Angeles di portare a casa la sospirata statuetta.

La sua interpretazione di Hugh Glass, il protagonista di Revenant – Il redivivo sembra avergli spianato la strada, tanto che secondo i bookmakers Di Caprio dovrà guardarsi soltanto da Bryan Cranston, il protagonista di L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo.

Il modo in cui l’attore si è calato nei panni di un cacciatore realmente esistito e operante nell’America della Grande Frontiera, è enormemente piaciuto, come del resto dimostrano gli attestati sin qui ricevuti. La vicenda di Revenant – Il redivivo è ambientata nel 1823, quando nel corso di una spedizione tra South Dakota e Missouri Glass fu attaccato da un orso e ferito gravemente, tanto da essere abbandonato dai compagni che lo avevano creduto morto. premio-oscar

Nonostante le gravi ferite riportate in uno scontro reso con grande realismo dalla pellicola di Iñárritu, il cacciatore riuscì non solo a sopravvivere, ma anche a colmare gli oltre 300 chilometri che lo separavano dal ritorno, nonostante i continui raid degli Arikara, gli indiani del luogo che ritenevano minacciato il loro ambiente. Una fatica resa in maniera eccellente da un Di Caprio che ha rinunciato alla controfigura negli otto mesi di riprese effettuate tra Argentina e Canada.

Le scene in cui divora fegato e pesce crudo, si tuffa nell’acqua gelida e scala montagne intabarrato in pelli d’orso estremamente ingombranti potrebbero finalmente procurare a Di Caprio un Oscar lungamente atteso, a meno che i 6000 membri dell’Academy Awards non si facciano prendere la mano dall’affetto per Dalton Trumbo, una figura ancora molto amata all’interno del cinema a stelle e strisce.

Il famoso sceneggiatore di Montrose, uno dei membri della celebre Hollywood Ten, il gruppo che si rifiutò di testimoniare di fronte alla Commissione per la attività anti-americane nel 1947, in pieno maccartismo, è il vero protagonista di L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo, il film di Jay Roach che narra le convulse vicende che contrassegnarono la condanna di Trumbo per resistenza all’operato del Congresso, e il successivo inserimento nella blacklist di coloro che non avrebbero più dovuto lavorare per Hollywood. Proprio la sua vicenda umana potrebbe impedire a Di Caprio di vincere il suo primo Oscar.

Jennifer Lawrence o Saoirse Ronan?

Per quanto riguarda invece l’Oscar alla miglior attrice protagonista, la lotta sembra ristretta a Jennifer Lawrence, arrivata ormai alla quarta candidatura in appena sei anni e Saoirse Ronan, giovane rampante considerata la prossima grande stella del cinema mondiale. La prima ha già vinto nel 2013, grazie a Il lato positivo e ora prova a fare il bis grazie a una straordinaria performance in Joy, mentre la seconda è la protagonista di Brooklyn. serata degli oscar

A provare una difficile rimonta saranno Cate Blanchett, già vincitrice in passato con The Aviator e Blue Jasmine, protagonista di Carol, e Brie Larson, capace di toccare i sentimenti di chi ha visto Room, in cui interpreta il ruolo di una madre disperata. Sembra invece non aver possibilità un’altra vecchia gloria del cinema mondiale, quella Charlotte Rampling che pure ha saputo dare il meglio di sè in 45 anni.

I favori spettano comunque a Jennifer Lawrence, soprattutto in considerazione della propensione dei membri dell’Accademy Awards a preferire attori già affermati nei confronti degli esordienti. Una propensione che però potrebbe portare infine ad una vittoria abbastanza sorprendente di Cate Blanchett.

Quale sarà il miglior film?

Nell’altra categoria più importante, quella riservata alla migliore pellicola, la lotta sembra invece molto più ampia. Se sono in molti a pronosticare una possibile vittoria di Revenant, non manca chi invece punta su due pellicole come Il caso Spotlight (diretto da Tom McCarthy) e La grande scommessa (Adam McKay), che potrebbero convincere i membri della Academy Awards proprio in forza della loro trattazione di temi estremamente radicati nella società statunitense, un filone che negli ultimi anni sembra prevalere su altre considerazioni.

Le altre due nomination sono quelle riservate a Room, di Lenny Abrahamson, e Mad Max: Fury Road, il kolossal fantascientifico di George Miller. Entrambe abbastanza sottovalutate in sede di pronostico, le pellicole non dovrebbero avere grandissime possibilità di sovvertire il pronostico.

Va però sottolineato come esse abbiano già dato vita ad una clamorosa sorpresa, portando all’esclusione di Sopravvissuto – The Martian, il film con cui Ridley Scott sperava a sua volta di portarsi a casa la prima statuetta di una grandissima carriera.

Ce la farà Sylvester Stallone?

Altra categoria seguita con molto interesse, è quella riservata ai migliori interpreti non protagonisti. Il motivo risiede nel fatto che a trionfare in questa categoria potrebbe essere un vecchio leone come Sylvester Stallone, grazie alla sua partecipazione a Creed – Nato per combattere.

A quarant’anni dalla nomination per Rocky, l’attore italo-americano tornato a rivestire i panni dell’ormai mitico pugile potrebbe cogliere la sua prima statuetta, degno coronamento di una carriera lunga e proficua. I suoi avversari sono Mark Rylance (Bridge of Spies), Tom Hardy (The Revenant), Mark Ruffalo (Spotlight) e Christian Bale (The Big Short), un lotto abbastanza forte, ma reputato sconfitto in partenza, almeno a livello di pronostici.